
L'esperienza immersiva
Il Castello che non c'è
Come riportare in vita un castello che non esiste più?
Attraverso la tecnologia, la creatività e un approccio innovativo alla narrazione storica.
Setpointstudio ha collaborato alla realizzazione di “Il Castello che non c’è”, un progetto unico che ha riportato in vita il Castello di Schio grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, alla ricostruzione 3D e a un’attenta ricerca storica.
Un’esperienza immersiva che ha permesso ai visitatori di esplorare il Medioevo dell’Alto Vicentino, unendo tradizione e innovazione in un racconto visivo coinvolgente.
Eventi live per immergersi nella storia del Castello.
Viaggi e interazioni nel Castello indossando il visore.
Ricostruzione 3D del Castello, come doveva essere nel passato
Comunicazione visiva e storytelling per valorizzare l’esperienza.
I numeri dell'esperienza

Il Castello che non c'è
Lo spettacolo dal vivo
Lo spettacolo dal vivo: un viaggio attraverso le “torri” della storia e del Medioevo Vicentino..
Il live show esplora aspetti fondamentali della storia del Castello e della regione: i migranti, lo sviluppo minerario e industriale, le guerre che hanno segnato il destino del castello e la ricostruzione digitale del suo aspetto.
Guidati da video creati usando intelligenza artificiale, i visitatori hanno potuto vivere la storia attraverso immagini coinvolgenti e racconti dinamici.

L'ologramma
L’ologramma offre una visione innovativa del castello, utilizzando i dati provenienti dagli archivi e dalle ricerche storiche.
Una scultura di luce che permette ai visitatori di vedere il castello come doveva essere nel passato.

Making of - ologramma
Dietro l’ologramma c’è un lavoro di modellazione 3D, texturing e compositing che parte da una ricostruzione accurata della pianta del castello e dei suoi volumi principali.
Making of - live show
Riprese live, regia e montaggio sono stati coordinati per valorizzare ogni momento dello spettacolo, dalle scene di massa ai dettagli più intimi, unendo riprese dal vivo e contenuti digitali.

Il Castello che non c'è
La realtà virtuale
Il Castello medievale in VR: paesaggi, interazioni e un viaggio unico nel passato.
Con il visore, i visitatori si ritrovavano immersi nel castello, esplorando il cortile, le mura o una torre. Potevano interagire con gli oggetti di scena, sguainare una spada, lanciare oggetti e osservare il paesaggio dell’epoca, riconoscendo i profili delle montagne.
Il modello 3D del castello, realizzato da Setpointstudio, ha preso vita grazie alla collaborazione con professionisti che hanno reso possibile questa esperienza immersiva.
Making of - VR
La realizzazione degli elementi del castello, visibili nell’esperienza VR, dalle botole alle bandiere con gli stemmi, ha richiesto un attento lavoro di modellazione 3D e un’accurata ricostruzione storica. Ogni dettaglio è stato progettato per essere fedele al passato, consentendo ai visitatori di immergersi in un ambiente virtuale che riproduce il castello com’era una volta.

Il Castello che non c'è
La fortezza in 3D
Il Castello di Schio torna a vivere grazie alla ricostruzione 3D.
Grazie alla ricostruzione 3D, il Castello di Schio rivive nei suoi dettagli architettonici e storici. Il nostro lavoro si è basato su un’accurata analisi di fonti storiche, rilievi digitali e avanzate tecniche di modellazione, permettendoci di ricreare fedelmente l’aspetto originario della fortezza.Mura, torri e camminamenti sono stati ricostruiti con precisione, rispettando proporzioni e materiali dell’epoca.Making of - modellazione 3d
La realizzazione dei modelli 3D del castello, dalle mura alle torri, è stata possibile grazie a un lavoro accurato di modellazione digitale e alla ricostruzione di ogni elemento architettonico a partire da fonti storiche e rilievi. Ogni dettaglio è stato progettato per restituire l’immagine più fedele possibile della fortezza originale.

Il Castello che non c'è
La comunicazione
Gallery comunicazione
Il libro - analisi storica e archeologica del progetto
Un tassello importante di questa narrazione è il libro realizzato con Andrea Alba, giornalista e copywriter, che approfondisce gli aspetti storici, archeologici e grafici alla base dell’esposizione.
Il volume ripercorre lo studio e gli scavi del sito di Schio condotti tra il 1914 e il 1919, illustrando le ipotesi ricostruttive nate dall’incrocio tra una mappa d’epoca e un dipinto. Tra le pagine emergono anche alcune delle storie di acqua, fuoco e terra che hanno caratterizzato il percorso espositivo.
Il libro che ripercorre la narrazione del Live Show è ora anche nelle librerie di Schio Bortoloso, Quivirgola e Ubik.
Gli eventi - visite guidate e serate tematiche
Le visite guidate organizzate durante la mostra “Il Castello che non c’è” hanno offerto un’opportunità unica di esplorare il territorio di Schio, arricchendo l’esperienza con approfondimenti storici e culturali. Accompagnati dalla Cooperativa Trama, i partecipanti hanno scoperto i luoghi di interesse, tra cui le tracce del passato medievale della città.
Questi percorsi, pensati per valorizzare il patrimonio storico e culturale, hanno permesso ai visitatori di immergersi ancora di più nella storia di Schio e di comprendere meglio il contesto del progetto espositivo. Serate di conferenze e incontri con esperti, storici e scrittori hanno permesso di esplorare tematiche legate alla storia e all’archeologia del castello e del territorio. Inoltre, performance artistiche e serate semi-teatrali hanno offerto un tocco di creatività e intrattenimento, rendendo l’esposizione ancora più dinamica e interattiva.